AGENDA 2030 OBIETTIVO 5: RAGGIUNGERE LA PARITÀ DI GENERE
Recentemente nelle scuole italiane è stata aggiunta una nuova materia allo scopo di arricchire e attualizzare il più possibile il colloquio orale che è una delle parti in cui è composto l'esame di stato. Frequentando l'ultimo anno del liceo classico ci è stato proposto di approfondire gli obiettivi dell'Agenda 2030, ossia un programma per lo Sviluppo Sostenibile sottoscritto nel 2015 dai 193 Paesi che appartengono all'ONU. In totale sono 17 obiettivi che si propongono di lottare contro la povertà, eliminazione della fame, il cambiamento climatico, la parità di genere etc...
La linea comune di questo programma consiste nel
non escludere nessuno e nessuno deve esser lasciato indietro lungo questo cammino
per portare il mondo sulla via della sostenibilità.
Finora abbiamo affrontato l'obiettivo 5: la parità di genere, che non è solo un diritto umano fondamentale, ma la condizione necessaria per un mondo prospero, sostenibile e in pace. A questo proposito ci è stato chiesto di realizzare un elaborato personale su questo tema. Ho deciso di elencare brevemente i traguardi: abolire ogni forma di discriminazione, di violenza, di sfruttamento di qualsiasi tipo, eliminare il matrimonio combinato e le mutilazioni genitali (pratiche aberranti che purtroppo esistono nei Paesi in via di sviluppo), valorizzare la donna nel lavoro al pari dell'uomo...
Successivamente mi sono posta la domanda: perché e come la donna è stata da sempre subordinata all'uomo?
Per trovare la risposto ho dovuto fare un viaggio nel passato dalle civiltà più antiche fino ad oggi. La donna infatti sin dalla civiltà greca era considerata esclusivamente per un unico scopo, ossia quello di garantire la prosecuzione della stirpe non avendo nessun ruolo nella società né tanto meno libertà di parola poiché la sua funzione era quella di presiedere le mura domestiche. Successivamente a Roma la donna acquisisce maggiore libertà ma sempre in una condizione di sottomissione nei confronti dell'uomo infatti le giovani fanciulle romane una vota giunto il matrimonio passavano dalla potestà del padre a quella del marito come se fosse un padrone. Nel Medioevo ancora una volta la donna è inferiore all'uomo ma comunque importante per la crescita spirituale dei figli vista anche l'influenza del Cristianesimo ed infatti con l'inquisizione viene considerata addirittura come una rappresentante del diavolo durante la così detta "caccia alle streghe". Poi con il Dolce Stilnovo viene considerata come una creatura angelica venerabile poiché secondo questi poeti era il tramite tra Dio e l'uomo.
Nel Rinascimento la donna inizia a far parte di grandi eventi storici e politici, possiamo citare ad esempio Caterina De' Medici, ma comunque l'educazione femminile resta estremamente modesta rispetto a quella maschile. Dal 700 vediamo che nonostante le donne fossero soggette alle leggi paterne non godendo di una propria autonomia, ebbero comunque maggiori libertà. Nell'800 si diffuse l'idea tra le famiglie aristocratiche che una donna rispettabile dovesse essere ben istruita e saper conservare abilmente. Grazie a molti spunti forniti da film, serie tv come ad esempio Henola Holmes, Bridgerton per citarne alcuni, ho potuto ricostruire in maniera più realistica quanto fosse difficile essere donna in queste circostanze. Dal XIX secolo in poi ci si avvia verso l'emancipazione, che come tutte le lotte per la libertà non è mancato il sangue versato di molte donne che volevano soltanto avere i diritti che spettano ad ogni individuo indipendentemente dal sesso. Possiamo citare le Suffragette tra cui Emily Pancherust, le quali chiedevano il diritto di voto universale esteso. Nel 900 si sono fatti grandi passi e per quanto riguarda la storia del nostro Paese, le donne hanno votato per la prima volta il 10 marzo del 1946. Nonostante ciò oggi la nostra società è ancora ancorata nel maschilismo, basti pensare al fatto che molte donne nel Terzo mondo vengono trattate nello stesso modo delle società antiche, senza diritti; nel nostro Paese esistono ancora discriminazioni di genere soprattutto nel lavoro perché le donne nonostante abbiano un'istruzione paritaria purtroppo vengono spesso penalizzate anche solo per essere in maternità e ciò è inaccettabile. Ovviamente la strada da fare è molto lunga e ritengo che per raggiungere l'obiettivo proposto ci voglia maggiore consapevolezza e rispetto ma comunque spero vivamente che la parità di genere non sia solo un'utopia ma qualcosa di concreto.
Cristiana Corraro
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