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Norme igieniche per riapertura al pubblico

Finalmente la bibliomediateca riaprirà al pubblico mercoledì 3 giugno 2020!

 

Saremo aperti tutti i giorni

dal lunedì al venerdì

9.30-12.30 e 15.30-18.30

 

Vi segnaliamo di seguito alcuni accorgimenti da seguire ai sensi delle restrizioni anti contagio,
ricordate che:

- l'entrata è quella laterale dal parcheggio,
- indossate la mascherina e i guanti (troverete il gel disinfettante all'ingresso),
- rispettiamo la distanza di sicurezza di 1,5 m


Tutti i servizi saranno su appuntamento:
tel : 0859870511 

e-mail: biblioteca@comune.popoli.pe.it  bibliotecacomunale.popoli@gmail.com

Vi ringraziamo per la vostra gentile e preziosa collaborazione e non vediamo l'ora di rivedervi.
A mercoledì!

Riapertura al pubblico della Bibliomediateca

Mercoledì 3 giugno 2020

la Bibliomediateca Comunale di Popoli riapre!


Restate sintonizzati per saperne di più 😉


A presto
Danila e Andrea




Franz Kafka - "La metamorfosi"

Libri salvati: II edizione 1933-2020, "La felicità della libertà di espressione"

Anche quest'anno la Bibliomediateca aderisce all'iniziativa "Libri salvati" promossa dall'AIB - Associazione Italiana Biblioteche - che si svolgerà da domenica 10 a sabato 17 maggio 2020.
Si tratta di una rassegna annuale di letture pubbliche dei libri bruciati dai nazisti nei roghi di Berlino e altre città della Germania il 10 maggio 1933.

Uno degli autori, le cui opere furono proibite e bruciate, è Franz Kafka e in particolare vi proponiamo la lettura del suo racconto "La metamorfosi", che trovate anche sul nostro canale BiblioTube.

Quando ho letto per la prima volta il racconto di Kafka, ero già grande, avevo circa vent’anni e ricordo ancora quella sensazione di curiosità mista a incredulità che mi accompagnò fino alla fine della storia e perdurò per molto molto tempo dopo.

L’incipit nella sua agghiacciante normalità:

“Un mattino, al risveglio da sogni inquieti, Gregor Samsa si trovò trasformato in un enorme insetto”,

mi affascinò subito, ma presto la curiosità di capire quale fosse la ragione di una simile metamorfosi mi tormentò.

Tre erano le domande che continuavo a pormi:
C’è una colpa da espiare?
Qual è?
Soprattutto, perché Gregor non si ribella?

L’aspetto che più di ogni altro mi feriva, mano a mano che leggevo, era rendermi conto che Gregor non provasse stupore, né orrore per la propria condizione e che, soprattutto, non tentasse di reagire.
Forse che la progressiva coscienza di sé, seguisse uno sviluppo proporzionale alla progressiva frattura tra il soggetto e l’altro-da-sé?

La meraviglia, l’incredulità, l’orrore da parte di Gregor sarebbero stati presupposti per una ribellione da parte di un soggetto immerso in una quotidianità sconvolta da un improvviso e quanto mai inatteso accadimento che, però, nel suo caso non suscita né stupore né la benché minima reazione!

E in più la precisione, la minuzia, il realismo con cui Kafka costruisce lo scenario entro il quale la sua creatura vive, erano per me stupefacenti, perché percepivo che Gregor iniziava la sua vera vita solo dal momento in cui inizia ad espiare la sua “colpa”. Ma quale?

Ma se ci trovassimo di fronte ad una rappresentazione onirica, come dire, di fronte ad una sceneggiatura da incubo, se volessimo riportarla ai canoni di oggi, l’effetto non sarebbe certamente lo stesso. Fu la tecnica profondamente realista (tipica del naturalismo) a sconvolgermi: ambientazioni reali e personaggi concreti, con una vita normale, sono inseriti perfettamente in questi quadri e, all’improvviso questa routine viene rotta da un evento ignoto oltre che inatteso, e che resterà ignoto per tutto il racconto e non ci sarà data la più piccola chance di capirne il senso. Come se non bastasse, duarante la narrazione ho perso completamente l’orientamento: narratore e narrato si fondono nella stessa persona. Kafka/Gregor vede la sua narrazione o, per meglio dire, la subisce, vi si identifica totalmente, non agisce ma viene agito. La narrazione perciò acquista molto dell’automatismo del sogno.

Come dirà lo stesso Kafka: 

“come il sogno, lo stesso comandamento sembra essere assurdo, senza rapporto, inevitabile, senza alcuna ragione può colmare di gioia o di angoscia, non è interamente comunicabile ma impone una comunicazione”.

Proprio questa incomunicabilità del mondo interiore e, al tempo stesso, l’insopprimibile urgenza con la quale esso impone una comunicazione è la difficoltà insolubile della poetica kafkiana.

L’insetto è la concretizzazione dell’alienazione dell’Io, rappresenta la frattura fra anima e corpo. In realtà il problema più angoscioso è quello di ristabilire quell’armonica unità dell’anima e del corpo che costituisce il principio dello sviluppo spirituale in senso ebraico-chassidico, religione professata dalla famiglia di Franz Kafka.

Secondo il Chassidismo infatti: “l’anima può conservare la propria unità soltanto se vive all’unisono con tutte le forze del corpo, poiché l’azione che si compie si deve compiere con tutte le membra”.

Per Kafka quindi il mondo spirituale è sempre strettamente legato con quello materiale. L’Io cioè non è irreale perché è calato nel corpo, ma diventa irreale e si disperde e s’annulla quando smarrisce il rapporto con la realtà. E’ proprio quello che succede a Gregor Samsa. Progressivamente egli perde contatto con il suo corpo prima e con la realtà che lo circonda poi. Lentamente i sensi si modificano, la vista a poco a poco si fa meno acuta, i colori scompaiono, il grigio domina le sue percezioni visive, il piacere nel gustare i cibi soliti scompare, l’armonia con tutto il mondo che lo circonda va annullandosi e credo che, come osservò Wolfgang Kajser:

“l’estraneità ha origine in Kafka non nell’Io, ma nell’essenza del mondo e nella mancata concordanza tra l’Io e il mondo”.

Kafka ha rapprensentato magistralmente, in questo racconto, il progressivo ottenebrarsi dell’Io nell’ottusità del corpo. Il corpo si estranea dall’Io, ma l’Io si annulla nel corpo. Il suo rifiuto del mondo è il rifiuto della coscienza, poiché è il rifiuto dei sensi.

E mi sento di concludere riportando il pensiero di Landsberg: “La metamorfosi riflette piuttosto la lotta tra la sventura di essere nati e la colpa di non voler essere, tra la sventura di essere responsabili e al tempo stesso di non volerlo essere”. Infatti l’unica reazione di Gregor non è quella di porsi il perché di tale trasformazione ma quella di rimettere ai suoi familiari ogni decisione, ogni responsabilità.

Mi è piaciuto tantissimo allora e, quando l’ho riletto per il canale BiblioTube, ne ho apprezzato ancora di più la profondità. Credo sia un libro da leggere!

Grazie per la vostra pazienza e attenzione

Danila

 

Star Wars day 2020

May the 4th be with you

"Tanto tempo fa,

in una galassia lontana

lontana..."

 
Gli amanti della fantascienza riconosceranno queste parole e l'inconfondibile colonna sonora che segue come quelle che hanno dato inizio ad una delle saghe cinematografiche più famose e degli ultimi anni.
Parliamo di STAR WARS. Uscito nella sale cinematografiche nel 1977 con il titolo Star Wars, successivamente rinominato Star Wars: Episode IV - A New Hope, conta ad oggi: nove film della saga principale, due spin-off, una serie tv, cartoni animati, moltissimi fumetti e libri, diversi videogiochi e gadget di ogni tipo come spade laser (giocattolo), armature degli Strormtroppers, Lego e action figures.
Un fenomeno talmente importante da riuscire a strapparsi un giorno tutto suo durante l'anno, il 4 maggio.   

Quello di cui vi voglio parlarvi oggi non è la qualità dei film, della trama o delle teorie dei fans, ma cosa Star Wars rappresenta per me: una storia cavalleresca dove buoni e cattivi si scontrano in un ciclo infinito, in una galassia colma di pianeti dove razze aliene differenti convivono senza discriminazioni razziali. Un mondo fantastico, non pefetto, dove i cavalieri sono chiunque si batta per ideali di pace e uguaglianza, non esclusivamente Jedi armati di "magiche spade". Una storia dove persone comuni, o meno, sono chiamate a fare delle scelte difficili, enormi sacrifici, compiere atti di coraggio e rischiare tutto per una giusta causa.
Tutto questo mi fa pensare a quello che ogniuno di noi sta vivendo in questi giorni, dove un virus che rappresenta il cattivo, l'Impero, cerca di schiacciare i popoli liberi e noi siamo la Resistenza, i buoni che devono fare di tutto per impedire che l'Impero vinca. Sacrificare di uscire, di andare a trovare i nostri amici, di abbracciarli e di baciare le persone più care.   
Noi siamo i paladini che devono essere forti e che non devo arrendersi a questo male.

Oggi è il 4 maggio e si celebra il giorno di Star Wars, oggi è il giorno
May the 4th be with you.
Oggi è il giorno in cui dobbiamo essere più forti.

Che la forza sia con voi
Andrea
04.05.2020