Popolari

Visualizzazione post con etichetta CINEMA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta CINEMA. Mostra tutti i post

"Alien" di Ridley Scott

Nello spazio, nessuno può sentirti urlare.”

Questa la tag-line della celebre pellicola del 1979 diretta da Ridley Scott, e ormai divenuta cult: una frase che riassume perfettamente l’anima angosciosa e claustrofobica di Alien, con le sue ambientazioni cupe e i lunghi momenti di suspense spezzati da rapide sequenze di violenza e orrore.

Collocato in un futuro fantascientifico, il film narra la vicenda dell’astronave cargo Nostromo, diretta verso la Terra con un prezioso carico minerario. L’equipaggio, costituito da sette persone, di cui cinque uomini e due donne, è immerso nell’ipersonno – una sorta di letargo artificiale indotto allo scopo di conservare le energie durante i viaggi più lunghi – quando il computer di bordo, Mater, capta una misteriosa trasmissione da un luogo sconosciuto: una richiesta di soccorso, forse. Oppure una minaccia.

Svegliati dall’intelligenza artificiale, i cosmonauti hanno il compito di seguire il segnale fino a raggiungere la sua origine: questa ricerca li porta ad atterrare su un piccolo pianeta dall’atmosfera elementare, e a formare una squadra che vada ad indagare la fonte della trasmissione, composta dalla navigatrice Lambert, dal vice Kane e dal capitano Dallas. Durante l’esplorazione, questi ultimi si imbattono nel relitto di un’inquietante astronave aliena, al cui interno trovano i resti praticamente fossilizzati di un’enorme creatura mai vista prima: le costole piegate verso l’esterno suggeriscono che sia stata uccisa da qualcosa fuoriuscito dal suo petto.

Ma il vero orrore, quello che darà inizio ad una spirale di eventi sempre più terrificanti, si verifica poco dopo: Kane, calatosi nei meandri del relitto, si trova davanti ad una distesa di strane uova; una di esse si schiude, e l’essere ospitato al suo interno si scaglia sul vice, attaccandosi al suo volto.

Una volta rientrati alla loro nave, gli inquieti membri dell’equipaggio scopriranno, a loro spese, di aver letteralmente aperto la porta ad un ospite indesiderato…

Tale creatura, che dà il titolo al film, è ormai entrata nell’immaginario collettivo come la rappresentazione di ogni incubo che gli spazi extraterrestri possano celare: si tratta infatti di un essere ostile, del tutto privo di emozioni ma dotato di un’intelligenza straordinaria, che lo rende capace di adattarsi all’ambiente che lo circonda e di organizzare una caccia sistematica ai danni dell’equipaggio della Nostromo, al punto da essere definito come un “superstite, non offuscato da coscienza, rimorsi o illusioni di moralità”, secondo le parole dell’ufficiale scientifico Ash – che si rivelerà a sua volta protagonista di una interessante quanto insospettata sottotrama. Oltre che come pericoloso predatore, però, il mostro si presenta anche come l’incarnazione di paure molto più profonde e inconsce: l’artista svizzero H. R. Giger, che si occupò del progetto grafico e creativo, fu ispirato da un suo precedente lavoro, Necronom IV, nel rappresentare l’aspetto e il ciclo vitale dell’alieno, entrambi ricchi di forti allusioni sessuali. La forma fallica della testa, priva di occhi visibili, così come le fauci, dotate di un secondo paio di mascelle “retrattili”, ne sono un chiaro esempio, insieme al sistema di fecondazione della creatura che, attraverso quello che si potrebbe definire come un vero e proprio stupro, sfrutta un ospite inerme a scopi riproduttivi. Il fatto che a subire questa sorte sia un uomo e non una donna è anch’esso significativo proprio perché risveglia nello spettatore un grande turbamento, che inevitabilmente lo porta a riflettere sul ribaltamento di ruoli a cui assiste: non sono solo le donne a rischiare di essere vittime di violenza, ma anche gli uomini. E di conseguenza, non è detto che sarà un uomo a risolvere la situazione: di fronte alla sanguinaria minaccia rappresentata dall’alieno, si profila ben presto la figura della vera protagonista, ovvero il tenente Ellen Ripley.

Nel corso di una serie di avvenimenti ben orchestrati dal regista, la giovane donna che sembrava avere inizialmente il ruolo della “donzella da proteggere” si rivela infatti capace di prendere in mano la situazione e di reagire con sangue freddo anche davanti ai momenti di crisi e di tensione, nonostante l’equipaggio si assottigli sempre più. Interpretata da una allora quasi sconosciuta Sigourney Weaver, Ellen Ripley rappresenta un esempio di coraggio e di resilienza, libero dagli stereotipi legati ai “ruoli” maschili e femminili, e per questo splendidamente verosimile, in quanto raffigurante una persona, prima ancora che una donna.

Oltre alla contrapposizione tra il mostro e l’eroina, si può identificare anche quella che a tutti gli effetti è una terza protagonista: l’atmosfera. I luoghi in cui si svolge la vicenda, in particolare gli interni della Nostromo, sono infatti resi con una tale cura e un tale realismo da dare quasi l’impressione di esserne risucchiati: le fredde luci al neon, i numerosi angoli bui e i lunghi corridoi dall’aria labirintica, in quanto uguali gli uni agli altri, sembrano quasi diventare dei personaggi attivi, capaci di caricare di tensione ogni silenzio e ogni esitazione.

Ed è proprio la tensione il punto di maggior forza dell’intero film: il mostruoso alieno nascosto nei meandri dell’astronave appare solo per brevi istanti, ognuno dei quali si dimostra fatale; ma come si può dare la caccia ad una creatura di cui sai di essere potenziale preda?


Beatrice Colella

"Race - Il colore della vittoria" di Stephen Hopkins


Ho deciso di commentare questa pellicola di Stephen Hopkins realizzata nel 2016 in quanto si tratta del film-biografia del campione pluriolimpionico di colore Jesse Owens. Tale film mi ha segnata profondamente in maniera positiva poiché mi ha insegnato che

la perseveranza e credere in se stessi è l'unica carta vincente
che abbiamo per inseguire i nostri sogni
nonostante ciò che accade attorno a noi

La pellicola inizia nel raccontare il bellissimo rapporto che si viene a instaurare tra Jesse e il suo coach Larry Snider durante gli anni universitari nella Ohio University. Jesse dopo essersi fatto notare per i suoi grandi risultati come velocista comincia inoltre a infrangere un record uno dopo l'altro fino ad ottenere la convocazione per le Olimpiadi del 1936 a Berlino, le quali si svolsero nonostante lo scandalo delle leggi razziste emanate dalla Germania. Egli oltre a essere una delle promesse dello sport a stelle e strisce diventa il simbolo di riscatto della comunità afroamericana la quale era afflitta dall'attuale situazione in America riguardo il razzismo. In seguito alla sua chiamata per i Giochi del ‘36, la politica guidata da Hitler divide il comitato Olimpico Americano nella scelta di partecipare o meno. In seguito ad una votazione dei membri del Coni Americano vinsero i favorevoli anche se la comunità di cui faceva parte Jesse gli consigliò di non partire.

Owens decise di partecipare seguendo il proprio cuore e soprattutto le parole del suo coach, il quale da come si evince nel film dedica gran parte della sua vita ad allenare Jesse e ripone tutte le sue speranze nell'atleta in quanto vede se stesso da giovane ma putroppo nella sua vita rimpiange di non aver saputo sfruttare a pieno le sue qualità e non vuole assolutamente che Owens commetta lo stesso sbaglio. Finalmente alle Olimpiadi riuscì ad ottenere ben quattro medaglie d'oro nei 100m, 200m, nella staffetta 4x100m e nel salto in lungo.

Durante la manifestazione colpisce il grande rapporto di sportività e di rispetto che Carl Ludwig, atleta della nazionale tedesca ha nei confronti di Owens. A causa della politica nazista egli venne arruolato nell'esercito come punizione. Inoltre il momento del podio di Jesse mi ha suscitato un sentimento di indignazione poiché lo stesso Hitler si rifiutò con disprezzo a stringere la sua mano solo perché era appunto di colore. Race oltre a raccontare la vita tra up e down di uno degli atleti più importanti che siano mai esistiti, fornisce un quadro storico quanto più realistico segnato purtroppo dall'inizio della dittatura di Hitler, il genocidio degli Ebrei e le leggi razziali in America che continuano a persistere anche dopo le Olimpiadi.

Dal film si avvertono le tensioni politiche e sociali che mi hanno fatto capire quanto fosse difficile vivere in questo periodo per le minoranze sociali. Nonostante le difficoltà dell'epoca questo grande atleta secondo me può essere considerato un EROE CONTEMPORANEO, un esempio nella vita e nello sport.

Il regista inoltre ha voluto esaltare il concetto di talento puro e il vero significato dello sport capace di unire tutti gli uomini indistintamente dal colore della pelle, dal luogo di nascita o dalle possibilità economiche. Lo sport infatti ha il compito di vanificare ogni forma di emarginazione e di discriminazione ed inoltre è lo strumento con cui molti adolescenti oggi possono superare momenti difficili della propria vita.

Cristiana Corraro

"Euforia" di Valeria Golino

regia di  V. Golino

con V. Mastandrea, R. Scamarcio, I. Ferrari, J.Trinca.

Euforia è il secondo film della Golino che dopo una grande carriera da attrice si è avventurata nella regia. È la storia di due fratelli diversi tra loro per carattere e scelte di vita.
Matteo, giovane imprenditore, abile negli affari e uomo di successo, probabilmente non ha accettato fino in fondo la propria omosessualità e si sente in colpa per aver inflitto alla madre il dispiacere della propria diversità. Questo malessere lo porta a una vita di promiscuità e soprattutto di assenza di sentimenti autentici.

Ettore invece ha scelto di vivere al riparo del fallimento, di insegnare nella scuola media della sua città di provincia ma mostra una grande insoddisfazione per la propria vita e sola la relazione con una giovane donna gli dà l’illusione di poter uscire da questo grigiore. La malattia lo costringe non solo ad far emergere ciò che tenta di nascondere ma lo porta a rivedere il suo rapporto con il fratello.

Per entrambi si presenta l’occasione per mettersi a nudo, di confrontarsi e di dirsi tutto quello che non si erano mai detti prima. Matteo  non accetta la scelta del fratello di non volersi più curare perché ciò gli procura un forte senso di abbandono. Ma quando vede Ettore gioire semplicemente per il volo di un stormo di uccelli comprende che il loro legame andrà al di là della morte.

Recensione di Chiara Magliocca

Star Wars day 2020

May the 4th be with you

"Tanto tempo fa,

in una galassia lontana

lontana..."

 
Gli amanti della fantascienza riconosceranno queste parole e l'inconfondibile colonna sonora che segue come quelle che hanno dato inizio ad una delle saghe cinematografiche più famose e degli ultimi anni.
Parliamo di STAR WARS. Uscito nella sale cinematografiche nel 1977 con il titolo Star Wars, successivamente rinominato Star Wars: Episode IV - A New Hope, conta ad oggi: nove film della saga principale, due spin-off, una serie tv, cartoni animati, moltissimi fumetti e libri, diversi videogiochi e gadget di ogni tipo come spade laser (giocattolo), armature degli Strormtroppers, Lego e action figures.
Un fenomeno talmente importante da riuscire a strapparsi un giorno tutto suo durante l'anno, il 4 maggio.   

Quello di cui vi voglio parlarvi oggi non è la qualità dei film, della trama o delle teorie dei fans, ma cosa Star Wars rappresenta per me: una storia cavalleresca dove buoni e cattivi si scontrano in un ciclo infinito, in una galassia colma di pianeti dove razze aliene differenti convivono senza discriminazioni razziali. Un mondo fantastico, non pefetto, dove i cavalieri sono chiunque si batta per ideali di pace e uguaglianza, non esclusivamente Jedi armati di "magiche spade". Una storia dove persone comuni, o meno, sono chiamate a fare delle scelte difficili, enormi sacrifici, compiere atti di coraggio e rischiare tutto per una giusta causa.
Tutto questo mi fa pensare a quello che ogniuno di noi sta vivendo in questi giorni, dove un virus che rappresenta il cattivo, l'Impero, cerca di schiacciare i popoli liberi e noi siamo la Resistenza, i buoni che devono fare di tutto per impedire che l'Impero vinca. Sacrificare di uscire, di andare a trovare i nostri amici, di abbracciarli e di baciare le persone più care.   
Noi siamo i paladini che devono essere forti e che non devo arrendersi a questo male.

Oggi è il 4 maggio e si celebra il giorno di Star Wars, oggi è il giorno
May the 4th be with you.
Oggi è il giorno in cui dobbiamo essere più forti.

Che la forza sia con voi
Andrea
04.05.2020