regia di V. Golino
con V. Mastandrea, R. Scamarcio, I. Ferrari, J.Trinca.
Euforia
è il secondo film della Golino che dopo una grande carriera da attrice si è
avventurata nella regia. È la storia di due fratelli diversi tra loro per
carattere e scelte di vita.
Matteo, giovane imprenditore, abile negli affari e uomo di successo, probabilmente non ha accettato fino in fondo la propria omosessualità e si sente in colpa per aver inflitto alla madre il dispiacere della propria diversità. Questo malessere lo porta a una vita di promiscuità e soprattutto di assenza di sentimenti autentici.
Ettore invece ha scelto di vivere al riparo del fallimento, di insegnare nella scuola media della sua città di provincia ma mostra una grande insoddisfazione per la propria vita e sola la relazione con una giovane donna gli dà l’illusione di poter uscire da questo grigiore. La malattia lo costringe non solo ad far emergere ciò che tenta di nascondere ma lo porta a rivedere il suo rapporto con il fratello.
Per entrambi si presenta l’occasione per mettersi a nudo, di confrontarsi e di dirsi tutto quello che non si erano mai detti prima. Matteo non accetta la scelta del fratello di non volersi più curare perché ciò gli procura un forte senso di abbandono. Ma quando vede Ettore gioire semplicemente per il volo di un stormo di uccelli comprende che il loro legame andrà al di là della morte.
Recensione di Chiara Magliocca
Matteo, giovane imprenditore, abile negli affari e uomo di successo, probabilmente non ha accettato fino in fondo la propria omosessualità e si sente in colpa per aver inflitto alla madre il dispiacere della propria diversità. Questo malessere lo porta a una vita di promiscuità e soprattutto di assenza di sentimenti autentici.
Ettore invece ha scelto di vivere al riparo del fallimento, di insegnare nella scuola media della sua città di provincia ma mostra una grande insoddisfazione per la propria vita e sola la relazione con una giovane donna gli dà l’illusione di poter uscire da questo grigiore. La malattia lo costringe non solo ad far emergere ciò che tenta di nascondere ma lo porta a rivedere il suo rapporto con il fratello.
Per entrambi si presenta l’occasione per mettersi a nudo, di confrontarsi e di dirsi tutto quello che non si erano mai detti prima. Matteo non accetta la scelta del fratello di non volersi più curare perché ciò gli procura un forte senso di abbandono. Ma quando vede Ettore gioire semplicemente per il volo di un stormo di uccelli comprende che il loro legame andrà al di là della morte.
Recensione di Chiara Magliocca

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