“Quel
giorno riaffiorarono alla mente dell’umanità il terrore di essere
assoggettati da ‘quelli’, l’umiliazione di essere tenuti in
gabbia.”
Anno
845. In un Medioevo alternativo dai toni apocalittici, l’umanità è
stata condotta sull’orlo dell’estinzione a causa della comparsa
di uno spaventoso predatore naturale: i Giganti. Di altezza
solitamente compresa fra i tre e i quindici metri, queste misteriose
creature dall’aspetto grottescamente antropomorfo si cibano di
esseri umani, e nell’arco di 100 anni hanno causato un tale numero
di vittime da costringere i superstiti a rifugiarsi all’interno di
tre cinte murarie: la più esterna è il Wall Maria, quella di mezzo
il Wall Rose, quella più interna il Wall Sina. All’interno di
queste mura, alte 50 metri, la vita sembra scorrere tranquilla e al
sicuro dalla terribile minaccia del mondo esterno; soltanto una
divisione dell’esercito, il Corpo di Ricerca, effettua
periodicamente delle spedizioni al di là delle mura nel tentativo di
raccogliere informazioni sui Giganti, spesso con esiti disastrosi.
Ma
un giorno si verifica qualcosa di impensabile e terrificante: un
Gigante alto 60 metri sembra materializzarsi dal nulla davanti alle
mura del distretto di Shiganshina, per poi sfondarne con un calcio il
cancello esterno. A quel punto ha inizio l’inferno: gli abitanti
della città, inermi di fronte ad un attacco così inaspettato,
vengono in gran parte sterminati dai Giganti, e il cancello interno
crolla sotto l’assalto di uno di questi mostri, misteriosamente
rivestito di una corazza naturale.
Il
Wall Maria è caduto.
Il
giovane Eren, salvatosi dalla strage per miracolo, ha dovuto
assistere alla morte della madre, divorata da un Gigante sotto i suoi
occhi atterriti; ma la sua determinazione gli consentirà di
riscuotersi e di giurare vendetta, e lo porterà, qualche anno più
tardi, ad arruolarsi per entrare nel Corpo di Ricerca, assieme alla
sorella adottiva Mikasa e all’amico d’infanzia Armin.
Tratta
dall’omonimo manga di Hajime Isayama, pubblicato sulla rivista
mensile Weekly
Shonen Jump,
la serie anime de L’Attacco
dei Giganti
è il riuscitissimo adattamento di una storia ricca di pathos e colpi
di scena: sullo sfondo di un’atmosfera spesso cupa e fortemente
disillusa, si muovono personaggi dalla psicologia complessa e
realistica, decisi a conservare fino all’ultimo la speranza in un
futuro migliore e pronti a combattere tenacemente per conquistare la
libertà. Proprio questo struggente desiderio è alla base
dell’incompreso Corpo di Ricerca, considerato dalla popolazione
quasi alla stregua di “tributo per i Giganti”, dati i suoi
numerosi insuccessi; tuttavia, lo stemma che questi soldati portano
sul petto raffigura due ali sovrapposte, emblema di una convinzione
potente, idealistica e insofferente verso il pensare comune: la
convinzione che l’umanità abbia il diritto di vivere al di là
delle mura, concepite non solo come entità protettive, ma anche come
recinto e coercizione. Le persone che vivono all’interno delle mura
non hanno sogni, conducono un’esistenza relativamente calma, ma
sempre uguale a se stessa, e non si pongono domande sulla natura del
mondo esterno; il Corpo di Ricerca è invece portatore, oltre che di
una legittima rivendicazione di libertà, anche di un’insaziabile
sete di conoscenza, percepibile ad esempio nelle parole del giovane
Armin, affascinato dalle infinite possibilità che il mondo potrebbe
offrire: in questo senso, il mare diventa il simbolo per eccellenza
di tutte le meraviglie naturali di cui l’umanità è stata privata
e che non ha mai potuto ammirare. Nonostante questi soldati e
soldatesse si ritrovino ad affrontare orrori indicibili, i loro cuori
non si arrenderanno mai alla disperazione, e continueranno a dar loro
la forza di avanzare, di combattere e di proteggersi l’un l’altra
anche fino al sacrificio estremo: la lotta del genere umano si svolge
dunque seguendo un cammino altalenante, fatto di dolorose sconfitte e
di vittorie mozzafiato, in un crescendo di rivelazioni sempre più
sconvolgenti, fino ad arrivare alla destabilizzante scoperta della
verità sul mondo esterno e sulla reale natura dei Giganti.
Considerando
infine il comparto tecnico – curato da Wit Studio nelle prime 3
stagioni e da MAPPA nella stagione attualmente in uscita –
L’Attacco
dei Giganti
vanta un’animazione di alto livello, un doppiaggio coinvolgente e
una colonna sonora trascinante e variegata, adatta ai momenti di
maggior tranquillità come alle sequenze più movimentate, per non
parlare delle emozionanti sigle di apertura: una combinazione sempre
perfetta e avvincente per una serie unica e imperdibile.
Beatrice
Colella