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George Orwell - "1984"

Il romanzo di George Orwell “1984”, il più famoso tra tutti i suoi lavori, si inserisce nel filone dell’anti-utopia, cioè nella branca della letteratura che si occupa di descrivere una società immaginaria nella quale alcuni aspetti della realtà vengono portati alle estreme conseguenze in negativo. Nel mondo di “1984” di George Orwell si parla di un Grande Fratello che nessuno sa chi sia realmente, non si è neppure sicuri che quell’uomo che si fa chiamare Grande Fratello esista realmente. Eppure il suo volto è stampato sui muri delle città e i suoi occhi seguono ogni azione umana. Lui sa e controlla tutto che sia presente, passato o addirittura futuro. La sua dittatura non è soltanto politica ma soprattutto psicologica.

 

È un romanzo che fa riflettere e che può essere paragonato anche alla nostra realtà. Questi bombardamenti di messaggi fuorvianti, questa volontà di modificare il passato e di conseguenza presente e futuro, di annullare l'individuo, di spegnere i pensieri e le emozioni, è accaduto all'epoca di Orwell ma in un certo senso succede tutt’oggi. Tutti credono che il Grande Fratello abbia ragione, che sia da amare, che ogni cosa che viene detta e urlata attraverso quei teleschermi sia pura realtà, non importa se muta ogni volta. Non è triste tutto ciò? Immensamente triste.



Oggi questo libro è uno dei più letti al mondo e la sua visionaria inclemenza dovrebbe accompagnarci ogni giorno per ricordarci che:

 la libertà non è schiavitù ma soprattutto che l’ignoranza non è forza ma indebolimento. 

Martina Stelluti

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