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Una recensione "Meravigliosa"

 

La musica accompagna da sempre le nostre giornate, fin da quando siamo piccoli entra nelle nostre vite senza lasciarle mai. Basta pensare alla nostra mamma che dolcemente mentre ci culla canticchia una semplice ninna nanna; quando in adolescenza iniziamo a sentire il bisogno, a causa di una giornata storta, di sfogarci attraverso questa oppure ancora quando siamo talmente felici da ascoltarla per cantare e ballare e rimanere poi senza voce.

La canzone trattata è un po' il miscuglio di tutte queste emozioni poiché la mia mamma la metteva ad alto volume al vecchio stereo di casa, entrando così nella mia abitazione, nella mia testa e nel mio cuore, senza più uscirne. L'ho vista accompagnare le mie giornate più colorate e quelle più cupe, l'intento è sicuramente, per questo, quello di farla amare un po' anche a voi che leggete.


I Negramaro sono un gruppo musicale pop rock italiano che negli anni 2000 si è fatto strada nel mondo dello spettacolo. Il gruppo trae il nome dal Negroamaro, un vitigno della terra d'origine della band, il Salento, in Puglia. La canzone da cui è partito l'amore per questo gruppo musicale è “Meraviglioso”, eseguita per la prima volta dal vivo il 31 maggio 2008 allo StADIO San Siro di Milano.


TESTO:

È vero, credetemi, è accaduto
Di notte su di un ponte
Guardando l'acqua scura
Con la dannata voglia
Di fare un tuffo giù

D'un tratto qualcuno alle mie spalle
Forse un angelo vestito da passante
Mi portò via dicendomi così
MERAVIGLIOSO

Ma come non ti accorgi
Di quanto il mondo sia
(Meraviglioso)
Meraviglioso
Perfino il tuo dolore
Potrà apparire poi
Meraviglioso

Ma guarda intorno a te
Che doni ti hanno fatto
(Ti hanno inventato il) mare
Tu dici: "Non ho niente"
Ti sembra niente il sole?
La vita, l'amore

Meraviglioso
Il bene di una donna
Che ama solo te
Meraviglioso
La luce di un mattino
L'abbraccio di un amico
Il viso di un bambino
Meraviglioso

(…)

Ma guarda intorno a te
Che doni ti hanno fatto
(Ti hanno inventato il) mare
Tu dici: "Non ho niente"
Ti sembra niente il sole?
La vita, l'amore

Meraviglioso
Il bene di una donna
Che ama solo te
Meraviglioso
La notte ora finita
E ti sentivo ancora
L'amore della vita
Meraviglioso

(…)


Certamente le mie orecchie nel corso della mia vita hanno ascoltato in modo diverso questa canzone, la consapevolezza è cambiata, passando da una semplice “orecchiabilità” ad una vera e propria riflessione sul delicato tema che tratta.

Ci sono momenti in cui la vita appare in modo diverso, momenti in cui ci attraversa senza neanche essere ben metabolizzata, si perde il controllo degli eventi, delle azioni e più frequentemente di quanto si pensa è facile scegliere una via di fuga da questa realtà, pensando che sia l'azione più facile e giusta da compiere per smettere di essere controllati dal tempo che scorre e scivola via dalle nostre mani.

Il testo, la poesia, la canzone, chiamatela come più vi piace in base all'attaccamento che avete nei confronti di questa, ricorda ad ogni essere umano i capisaldi della vita, quei fulcri da cui non ci si deve mai staccare perché è facile perdere l'equilibrio e fare un passo sbagliato verso un punto di non ritorno. Ho sempre associato questa riflessione al bisogno di tenere la mano ad un genitore, loro sono il nostro punto di riferimento da sempre, la nostra ancora, la salvezza; con il corso del tempo, quando si è pronti, rimangono sempre il nostro fulcro più importante ma vengono accompagnati anche da altri, nel caso in cui uno di questi si rompa. È proprio qui che subentrano tutte quelle cose che ci possono rendere felici: << il mondo, la vita, il dolore stesso, l'amore, il sole, la luce di un mattino, l'abbraccio di un amico e il viso di un bambino >>. Quando tutto si fa scuro, non è detto che rimanga così, qualunque cosa può portare la felicità per il semplice fatto che è vita! Il mondo è un posto affascinante e quando viene sottovalutato, le sue piccole bellezze vengono messe da parte, l'uomo tende a perdersi, perché in fin dei conti siamo fragili, è giusto “rompersi” durante il nostro cammino, ma solo le bellezze di quest'ultimo possono tirarci in salvo. La forza deve essere in noi stessi poiché non è detto che << ad un tratto qualcuno alle nostre spalle, magari un angelo vestito da passante>> ci porti via da quella situazione disastrata. Questa POESIA è l'angelo, la salvezza, colei che ricorda che c'è un motivo per vivere e che la tristezza se si vuole davvero è temporanea; come la notte, finisce anch'essa e torna a splendere il sole il giorno seguente, o se piove, il giorno dopo ancora sicuramente ci sarà luce. Non condanno le canzoni più “leggere”, ma ritengo che la musica debba essere conosciuta in tutte le sue sfaccettature perché è salvatrice se ascoltata bene.



                                          Elisabetta Di Virgilio, VA liceo scientifico

 

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