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"La regina di scacchi" di Scott Frank e Allan Scott

Netflix è diventata la piattaforma online favorita dalla pandemia che ci ha costretto a trascorrere molte più ore in casa. Ormai le serie tv non solo interessano noi giovani ma sono diventate uno degli intrattenimenti preferiti anche dagli adulti. Nell’ultimo periodo la miniserie 📺 “La Regina di scacchi” è diventata la serie punta di Netflix. È ideata da Scott Frank e Allan Scott i quali si sono ispirati al romanzo di Walter Travis del 1983. La protagonista nei panni di Beth Harmon è la giovane Anya Taylor Joy (già comparsa in Split, The Witch, Emma). Questo personaggio appare magnetico per la sua bellezza così particolare e inoltre per il fascino, l’eleganza e la facilità con cui riesce a giocare le sue partite.

 LA REGINA DI SCACCHI 

Il gioco degli scacchi appare intuitivo, razionale e complesso. Pare che Beth nella sua strategia di gioco si sia ispirata al giocatore Bobby Fischer, il quale dominò il mondo degli scacchi tra il 59 e il 69, anni in cui è ambientata la serie. La giovane Harmon riesce a districarsi e ad affermarsi in un mondo di uomini con una naturalezza sorprendente che però non sempre rispecchia la realtà di quei anni in cui vi è ancora un’evidente disparità di genere. Inoltre è un’orfana che riesce tuttavia a trovare l’amore paterno nell’uomo che le ha insegnato per la prima volta a muovere un pedone. Nella sua vita incontra diversi uomini che mostrano nei suoi confronti grande ammirazione, ma non si innamora di nessuno di loro. Tuttavia prova un forte amore adolescenziale nei confronti di Towns, che a distanza di anni si rivelerà per lei un amico fedele.


In questa serie la storia principale si interseca con storie di donne che sono destinate a soffrire come la madre naturale e la sua matrigna la quale si lascia andare a causa dell’alcolismo. Tutto ciò contribuisce a creare un carattere psicologico complesso di Beth la quali toccando spesso il fondo riesce a riemergere anche grazie alla sua amica d’infanzia che diventa la sua ancora di salvezza. Al di là dell’intreccio drammatico non si può far a meno di notare gli abiti alla moda degli anni 70 e le ambientazioni che rievocano città come Parigi e Berlino.


Infine questa serie tv per tutti questi aspetti mi ha travolto emotivamente sin dal primo episodio e nel finale ha confermato di essere una delle mie preferite in assoluto, suscitando in me grande curiosità per gli scacchi.

Cristiana Corraro


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